Voglio essere blog 2
Ora, in modo meno enfaticamente trasportato, proviamo a pensare perché mi è venuta voglia di scrivere un blog. Mi è realmente venuta voglia di scrivere un blog. Perché, oltre le validissime riflessioni sulla futilità di un certo atteggiamento infantile e miope nei confronti di tutte quante le novità che ci vengono propinate dal sistema, ho sempre (e forse non a torto) considerato i diari on-line come il regno di ragazzine adolescenti e preadolescenti incapaci di tenere per sé le sempre noiose avventure e sempre uguali patimenti sentimentali e di ragazzotti più o meno acneici che fra un videogioco e l'altro cercano di dimenticare la propria noia aggioarnandosi su calcio, musica (molto spesso innocuo punk-rock di basso livello) e peripezie sentimentali-sessuali tanto più interessanti di quelle delle loro controparti femminili quanto più volgari. Il tutto presentato da una parte con una veste viola-rosa di cuoricini, fiorellini, Diddl e stucchevoli aforismi da copertina del diario, dall'altra con un vestito sudaticcio da cui emergono fotografie di festini etilici da telefilm americano e squallide battute a sfondo sessuale da limoncello a fine cena aziendale. Eppure, nonostante tutto, ho voglia di scrivere un blog. Sono contento di scrivere questo blog. Ma perché? Perché questa voglia? Beh, intanto perché un caro amico ha creato un blog interessante. Un blog intelligente. E sicuramente leggerlo, scorrere e scoprire il suo mondo nel silenzio della mia stanza mi ha aiutato ad elaborare qualcosa che da un po' prendeva forma in me. E cioè l'idea che dietro a quell'ammasso di spazzatura informe si annidasse un seme dal grande potenziale positivo. Il seme della libertà di comunicazione e di un mondo aperto. C'è di più. C'è l'avvento di una nuova struttura del mondo, opposta alla logica meccanizzata che ne ha regolato le vicende fino a sessant'anni fa. Certo, questa struttura da anni si poteva intravvedere, ma, si sa, le rivoluzioni necessitano di tempo per attecchire... adesso però qui e ora si sta concretizzando questa rivoluzione postmoderna e paradossalmente il suo grande valore è stato inconsciamente capito proprio da quell'immenso popolo di cybernauti verso cui tenderei ad essere assai critico. Non intendo certo proclamarli santi e martiri della nuova era, intendo dire che la cultura popolare è sempre stata depositaria di grandi verità e saperi, e solo recentemente, con la frenetica accelerazione di scoperte tecniche e ritmi di vita la cultura popolare ha vacillato, si è sentita arretrata e si è aggiornata con gli strumenti (televisione in primis) che la società le offriva, producendo una (sotto)cultura basata sull'astio. Oggi però si decide la sfida e sta a chi sente di poter dare alla comunità anche solo una piccola spinta nella direzione della consapevolezza contribuire con un pensiero, un gesto, un blog appunto. Perché non tutto deve essere alienante e alienato. Perché una soluzione c'è. Perché la soluzione siamo noi.
E poi, dopo tutto... sono solo un ragazzo che ha voglia di scrivere un blog.
*Forse ancora erroneamente convinto che nel mondo virtuale basti un click per cancellare pensieri e problemi. Qui imparerò - almeno così spero e credo - che non è la consistenza fisica delle cose a determinarne il valore e l'effettiva esistenza.
E poi, dopo tutto... sono solo un ragazzo che ha voglia di scrivere un blog.
*Forse ancora erroneamente convinto che nel mondo virtuale basti un click per cancellare pensieri e problemi. Qui imparerò - almeno così spero e credo - che non è la consistenza fisica delle cose a determinarne il valore e l'effettiva esistenza.


<< Home