domenica, luglio 02, 2006

Conversazioni cybernetiche

Ieri ho imparato una cosa importante: la rete è una comunità. Bella scoperta direte. In effetti sono arrivato a capirlo più tardi di tutti, però l'ho capito. L'ho capito in relazione allo spazio del blog. L'avevo sempre interpretato come uno zibaldone del ventunesimo secolo, con la possibilità e la potenzialità di essere facilmente fruito da parte di altri. E poi questi ineffabili altri, oltre a sognarci, riderci, annoiarvici sopra, l'avrebbero arricchito con i propri commenti, pensieri, ecc. Sì, questo pensavo, anche se in pratica lo traducevo in una vetrina colorata dei miei pensieri e nei diversi siti di blog entravo, pubblicavo, uscivo. Come chi deve affiggere dei volantini all'università o dei cartelloni pubblicitari per le vie della città. Ieri invece ho temporeggiato sul sito di Splinder e sono incappato in una conversazione. Piacevole. Tale GrampassoRamingo mi ha scritto che aveva letto il mio blog e che gli era piaciuto. Allora, nonostante la mia terribile lentezza nel battere a computer e la discutibile sintonia che intercorre fra il sistema Macintosh e l'applicazione messaging di Splinder che ha reso il mio conversare più una ricomposizione di frammenti linguistici sparsi per lo schermo, ripercuotendosi su qualità e coerenza delle mie parole, si è riusciti comunque a scambiarsi pensieri. Pensieri vari fra i quali Bologna ha trovato il suo spazio. Città di entrambi. Io sono nato e cresciuto a Bologna. Strano per uno studente universitario. E per una sana e naturale voglia di cambiamento ho accarezzato l'idea di andare altrove. Questa affermazione mi ha fatto giustamente chiedere se non mi piacesse, Bologna. Io rispondo che sì, tutto sommato mi piace, Bologna. Anzi, qui mi correggo, sì, mi piace, Bologna. Nonostante le tante contraddizioni e nonostante sentimenti mai univoci inevitabilmente provati nei confronti di qualcosa con cui si ha avuto così tanto a che fare, Bologna mi piace. A riguardo avevo promesso una poesia. Sicuramente molto più chiara di tante altre parole. Leggete il mio prossimo post.