Piazza San Francesco
Un uomo stasera. Ubriaco. Sembrava. Semplicemente appena uscito di galera. Indulto. Quattro anni risolti in sette mesi. Clemente di nome e di fatto. Spacciava ad universitari. Uno studentello comincia a fare debiti col compagno di camera. Il compagno di camera denuncia tutto. Prigione. In prigione non si sta malissimo, di più. Cioè, loro più soffri più godono. Poi, certo, ce n'è anche qualcuno più tranquillo. Comunque è facile strippare. In celle da uno ti mettono in tre. Io ero con un certo Ramadan. Kosovaro. Si scopre che è il fratello di un ragazzo che era alle medie con me - che scrivo. Il mondo è incredibilmente piccolo. Corrado si divertivano a farlo uscire di matto le guardie. Lo provocavano e lui ci cascava. Poi c'è stato quello slavo in cella che ha tentato il suicidio tagliandosi le vene del collo perché il cazzo gli aveva fatto infezione dopo che aveva messo le palline. Sì perché i rumeni quando entrano in galera si mettono delle palline di vetro nel pene. Per ricordarsi il momento. Bevono. Si ubriacano. Poi li incidono e ci mettono le palline. Sennò fa troppo male. Sennò non si riesce. Ho quasi pensato anch'io di farlo. Poi no. Poi non ho avuto il coraggio. Poi ho fatto il tatu come si usa da noi. Gli offriamo un po' di vino. Un mio amico parla del camion che hanno da poco fermato in Umbria con quintali di cocaina. Si è fatto beccare. Sai dietro quanti ne sono passati. Ha preso quattro volte la paga di un lavoro normale. Ma sapeva che quel giorno andava in galera. Però se ne usciva un anno e mezzo dopo con ventiquattromilaeuro. Perché per un lavoro normale sono seimila euro più l'avvocato. Si sa. Sempre così. Che tu porti cinque chili o un quintale. Sennò è un giro strano o qualche privato che prova a fare il furbo. Comunque avete presente il caldo. Dentro è molto peggio. Ho fatto la prova. Ho preso un uovo. L'ho aperto sul cemento. Si è cotto. Cioè poi... non pensate... in un quarto d'ora fuori è diventato bianco. Con quei muri alti. Non c'è aria. L'aria... l'aria... qualche anno prima di entrare... Ho fumato. Pasta base. Ho acceso una sigaretta. Poi buio. Mi sono svegliato cinque mesi dopo. Pieno di tubi. Mi ha salvato un chirurgo a cui piaceva l'infermiera spagnola. Quando lei mi medicava lui si metteva dietro e sbirciava. Io sorridevo. Poi fuori. Mi ha incastrato quello stronzo di uno studente. Sputtanava i suoi soldi e la sua vita ai videopoker. Che merda. Piuttosto spendili in droga. O in donne. Anzi. In puttane. Che almeno sai che te la danno. Non come le fighine. Non come la fighina romana. Cinquecentoeuro. Cinquecentoeuro ho speso per farla divertire. E alla fine Tesoro stasera non possiamo perché ho le mie cose. Vaffanculo. Cinquecentoeuro. Quello che avevo uscito di prigione. Comunque una guardia me l'ha detto. Tempo due mesi e il carcere è di nuovo pieno. Temo che abbia ragione. C'era gente che usciva piangendo. Come lo zio. Qualche mese fa. Quarant'anni si era fatto. Aveva ucciso cinque persone. Questioni di camorra. Quand'è uscito piangeva. Mi ha detto ragazzi voi siete tutta la mia vita. Io ora comunque mi cerco un lavoro. Magari facchino. Cambio vita.


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