Biglie
Lo so, l'ho già scritto. Ma non mi stancherò mai di ripeterlo. Il mondo è incredibilmente piccolo.
Fine agosto. Dopo un'estate per certi versi problematica decido di concedermi un po' di relax familiare a Corfù. Lontano però dal trambusto mediterraneo e ancora un po' coloniale di Corfù città. A Pelekas. Paese minimo ma con il fascino di chi ancora non è stato raggiunto dal mercato. L'albergo ha una biblioteca. Anche questa minima. Una stanzetta con divano, sedia, scrivania e qualche libro. Quelli che possono stare in una teca 2mX1. Greco, inglese, italiano e altre lingue europee. Un titolo mi incuriosisce. Prendo in mano il libro. Convinto si tratti di una coincidenza. Certo si tratti di una coincidenza. Invece no. E' proprio così. In copertina un uomo dalla faccia simpatica, un cane, una suora e l'ingresso di un pub irlandese. Ci sono stato. E mi era piaciuto a tal punto che avevo comprato la t-shirt. Nera. In bianco scritto The Original MACCARTHY'S•BAR un disegnetto poi CASTLETOWNBERE•WEST CORK•IRELAND 51° 31' N 009° 32' W.
Ora, forse non vi sembrerà così paradossale, ma a me lo è sembrato. Trovare in un albergo a gestione familiare del paese da neanchemilleabitanti dell'isola greca un libro in olandese che ha in copertina il pub irlandese del paese da millecinquecentoabitanti perso in mezzo alla campagna del Cork in cui nove mesi prima avevo sentito cantare canti tradizionali al suono del violino e del fuoco.
Cristo! Non parlo di una libreria traboccante libri. Né di un pub più grande di un buco con due stanze, per quanto adorabile. E per giunta era uno dei circa dieci del paese da millecinquecentoabitanti, essendoci in Irlanda la bellissima abitudine di non chiudersi in casa durante i giorni freddi e piovosi (che sono tanti) ma in un pub, che almeno non si è soli. In quell'occasione poi in Irlanda ci sono stato per nemmeno una settimana a trovare un amico in Erasmus, e per quanto di pub se ne siano girati, non ne ho certo testati un numero tale da rendere la possibilità di trovare sulla copertina di uno sconosciutissimo libro uno di quelli da me toccati anche solo plausibile.
[Poi oggi, a casa, chiedendo ad internet qualche spiegazione su un caso che poche ne ha scopro che il libro McCarthy's Bar, di un certo Pete McCarthy (non fa una piega) è un poi non così sconosciuto diario di viaggio attraverso l'Irlanda e i suoi pub, edito in Italia da Guanda con il titolo La scoperta dell'Irlanda. Di bar in bar. Comunque...]
Mentre raccontavo a mia sorella che cavolo, che proprio lì, in quell'albergo a gestione familiare del paese da neanchemilleabitanti dell'isola greca avevo scovato, anzi no, mi era cascato in mano un libro in olandese che ha in copertina il pub irlandese del paese da millecinquecentoabitanti perso in mezzo alla campagna del Cork in cui nove mesi prima avevo sentito cantare canti tradizionali al suono del violino e del fuoco compariva al non frequentatissimo bar dell'albergo una coppia di villeggianti di mezza età. Lui, in testa, ha un cappello di paglia con una fascia di stoffa. E una scritta in nero. BUFFALO BILL'S WILD WEST SHOW. Lo danno a Eurodisney agli allegri visitatori che per divertirsi decidono di godersi uno spettacolo a metà fra circo e rodeo. Le strisce colorate sul cappello possono essere di quattro colori differenti in base allo schieramento. Rosse, gialle, verdi e blu se non ricordo male. A me e famiglia, nove anni fa ne diedero quattro. Striscia rossa. Da allora hanno sempre avuto il loro importante ruolo in festicciole campestri di stampo pagano. Ambita onorificenza per chi meglio interpretava lo spirito dionisiaco del rituale.
Quel giorno, la striscia sul cappello dell'ignaro turista che con moglie veniva a bere qualcosa al bar dell'albergo a gestione familiare del paese da neanchemilleabitanti dell'isola greca era rossa.
Fine agosto. Dopo un'estate per certi versi problematica decido di concedermi un po' di relax familiare a Corfù. Lontano però dal trambusto mediterraneo e ancora un po' coloniale di Corfù città. A Pelekas. Paese minimo ma con il fascino di chi ancora non è stato raggiunto dal mercato. L'albergo ha una biblioteca. Anche questa minima. Una stanzetta con divano, sedia, scrivania e qualche libro. Quelli che possono stare in una teca 2mX1. Greco, inglese, italiano e altre lingue europee. Un titolo mi incuriosisce. Prendo in mano il libro. Convinto si tratti di una coincidenza. Certo si tratti di una coincidenza. Invece no. E' proprio così. In copertina un uomo dalla faccia simpatica, un cane, una suora e l'ingresso di un pub irlandese. Ci sono stato. E mi era piaciuto a tal punto che avevo comprato la t-shirt. Nera. In bianco scritto The Original MACCARTHY'S•BAR un disegnetto poi CASTLETOWNBERE•WEST CORK•IRELAND 51° 31' N 009° 32' W.
Ora, forse non vi sembrerà così paradossale, ma a me lo è sembrato. Trovare in un albergo a gestione familiare del paese da neanchemilleabitanti dell'isola greca un libro in olandese che ha in copertina il pub irlandese del paese da millecinquecentoabitanti perso in mezzo alla campagna del Cork in cui nove mesi prima avevo sentito cantare canti tradizionali al suono del violino e del fuoco.
Cristo! Non parlo di una libreria traboccante libri. Né di un pub più grande di un buco con due stanze, per quanto adorabile. E per giunta era uno dei circa dieci del paese da millecinquecentoabitanti, essendoci in Irlanda la bellissima abitudine di non chiudersi in casa durante i giorni freddi e piovosi (che sono tanti) ma in un pub, che almeno non si è soli. In quell'occasione poi in Irlanda ci sono stato per nemmeno una settimana a trovare un amico in Erasmus, e per quanto di pub se ne siano girati, non ne ho certo testati un numero tale da rendere la possibilità di trovare sulla copertina di uno sconosciutissimo libro uno di quelli da me toccati anche solo plausibile.
[Poi oggi, a casa, chiedendo ad internet qualche spiegazione su un caso che poche ne ha scopro che il libro McCarthy's Bar, di un certo Pete McCarthy (non fa una piega) è un poi non così sconosciuto diario di viaggio attraverso l'Irlanda e i suoi pub, edito in Italia da Guanda con il titolo La scoperta dell'Irlanda. Di bar in bar. Comunque...]
Mentre raccontavo a mia sorella che cavolo, che proprio lì, in quell'albergo a gestione familiare del paese da neanchemilleabitanti dell'isola greca avevo scovato, anzi no, mi era cascato in mano un libro in olandese che ha in copertina il pub irlandese del paese da millecinquecentoabitanti perso in mezzo alla campagna del Cork in cui nove mesi prima avevo sentito cantare canti tradizionali al suono del violino e del fuoco compariva al non frequentatissimo bar dell'albergo una coppia di villeggianti di mezza età. Lui, in testa, ha un cappello di paglia con una fascia di stoffa. E una scritta in nero. BUFFALO BILL'S WILD WEST SHOW. Lo danno a Eurodisney agli allegri visitatori che per divertirsi decidono di godersi uno spettacolo a metà fra circo e rodeo. Le strisce colorate sul cappello possono essere di quattro colori differenti in base allo schieramento. Rosse, gialle, verdi e blu se non ricordo male. A me e famiglia, nove anni fa ne diedero quattro. Striscia rossa. Da allora hanno sempre avuto il loro importante ruolo in festicciole campestri di stampo pagano. Ambita onorificenza per chi meglio interpretava lo spirito dionisiaco del rituale.
Quel giorno, la striscia sul cappello dell'ignaro turista che con moglie veniva a bere qualcosa al bar dell'albergo a gestione familiare del paese da neanchemilleabitanti dell'isola greca era rossa.


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