giovedì, settembre 28, 2006

Di profilo

L'insopportabile Chi sono. Devo proprio essere incappato nella bruttissima malattia del blog se oggi ho pensato di dare risposta alle sette lettere autoreferenziali che fino ad ora avevo ignorato. E sicuramente la risposta migliore è proprio questa. Ignorare. E curare il blog perché ci piace e tutto sommato ci dà un certo gusto vedere le nostre parole on-line. E poi per tanti altri motivi. Ma lasciar perdere i comunismi da rete globale. E non badare a ciò che appunto non va badato. Rispondendo con un eloquentissimo spazio bianco. Giusto! Giustissimo! Spazio bianco. Piuttosto che un altamente freudiano non so chi sono/boh/sto ancora cercando di capirlo, facilmente commutabile in un più intrigante e malizioso ditemelo voi o in un più esplicito scopritemi. Altrimenti c'è sempre la soluzione simpatia del tipo domatore di trichechi alati o orologiaio norvegese che passa il tempo con il bricolage e l'allevamento di cammelli battriani (spesso meno simpatica), che decisamente contrasta con quella comunque ugualmente popolare dell'incazzato col mondo/odio tutti (tranne i personaggi omogeneizzati da nu metal su Mtv). Molto quotate anche le citazioni, per la somma gioia dei poveri Shakespeare, Pessoa e latiniegrecivari. Senza dimenticare nell'ambito della provenienza geografica i tanti Burundi/Burkina Faso/Bucodiculo (che tanto più o meno è la stessa cosa), probabilmente vissuti come autentici colpi di genio dagli ideatori. Al pari di tutte le altre soluzioni, che a giudicare dalla diffusione devono essere ritenute molto ingegnose.

E io, sì, è vero, volevo essere blog. (1 e 2). Ma non mi voglio ridurre a quattro misere righe di uno stupidissimo profilo. ...però non riesco a convincermi. La malattia del blog ormai mi ha preso e lo spazio vuoto oggi mi tenta. Lo riempio. Ma come? Come essere sinceri e fedeli a se stessi evitando la stucchevolezza? E poi anche i luoghi comuni da comunità virtuale contro cui ho tanto detto tutto sommato rivelano chi sei. Sì. Ma io non sono così (forse solo un po' domatore di trichechi alati). Vabbe'. Ho parlato tanto senza dire proprio niente. Finalmente un post che rende questo spazio più simile a un blog. Ma ecco. Ci sono. Sì... semplice e onesto.

Quattro fasi. Prima è stato il blu. Poi il rosso. Poi il nero. Oggi l'arancione. Cercando, forse con lo strabismo di chi cerca troppo, di arrivare al verde.

Mi sono capito.