lunedì, luglio 24, 2006

Scrivania

...ogni tanto Blogger è un po' troppo rigido.

Cometa parallela, sempre lunedì 24 luglio.

giovedì, luglio 20, 2006

Nickname (ovvero altra constatazione)

Qualche parola a proposito del mio nickname (o nomignolo come ho visto scritto in qualche sito nostalgico dell'italiano). Il blog l'ho aperto inizialmente su Blogger e al momento di scegliere nickname/username/nomignolo/chiamatelocomevolete mi è saltato in mente Ido. Il nome del protagonista di uno dei miei primi tentativi di racconto, ovviamente incompiuto. Sufficientemente simpatico. Sufficientemente corto. Purtroppo però già esisteva un Ido, così, chiamandosi il blog Come comete cadute ho optato per un semplice comecometacaduta. Non fa una piega. Ora, posso sbagliarmi, ma mi sembrava che tale nome fosse in bilico sul limite che sta fra una certa tensione espressiva che riesce a non esondare nell'esagerazione e la tendenza invece all'estetizzazione spicciola che finisce per essere (inconsapevolmente) parodica e buffonesca. Questo comecometacaduta. Aperto il blog su Splinder sedici caratteri risultavano troppi per il nickname, così sono diventato semplicemente cometacaduta. E cometacaduta mi sembra che assolutamente travalichi il limite, saltando da questo nell'antro dei nomi da epica manga a buon mercato o da apocalisse imminente come FallenAngel, 4nimaperdut4, lostnonsoche o n0ns0c0sanera (mi scuso in anticipo con gli eventuali possessori di questi nomignoli). Pazienza. Tutto qui.

giovedì, luglio 13, 2006

De televisione.2

Non sopporto la televisione. Adoro però Blob e I Simpson.

martedì, luglio 11, 2006

Talvolta
come un bambino
sperando
di tornare indietro
nel tempo

lunedì, luglio 10, 2006

Cinismo mondiale

Vujadin Boskov diceva: "Testa di calciatore buona solo per portare cappello."
Non aveva tutti i torti.

Ci sono tuttavia altre - tante - teste che ancor più si confanno a tale funzione.

Azzurra euforia mondiale

In piazza. Dopo il rigore di Grosso. (e dopo tanti abbracci).

Io: "Chissà quanti figli fra nove mesi..."
Sempre io: "Tutti Fabio, Marco, Berlino!"
Monte: "Magari anche qualche David!"

Fratelli d'Italia

Per una volta, finalmente, Sì.

domenica, luglio 09, 2006

Constatazione

Rileggendo il mio blog, che mi pare tutto sommato non stia crescendo male, ho notato alcune cose. A dire il vero di cose ne ho notate tante ma adesso intendo denunciarne due. E cioè: in fin dei conti non mi sembra di scrivere cazzate. Cazzate no. Ma pensieri astrusi. E' quello che penso però. Punto. Seconda cosa: la tendenza alla melensitudine. O forse, più che melensitudine, immanenza universalizzante con un gusto di fondo per la sociologia da bar. Perdonatemi. Di questo le cause sono sicuramente mie. E' alla fine una mia specialità. Ma anche degli influssi della rete. Vabbe'. Fatevene una ragione. E leggete il blog con questa consapevolezza.

Post Constatationem: L'immanenza totalizzante di cui sopra parlavo pare presente in misura molto maggiore nelle mie riflessioni in prosa con pretese saggistiche. Pare invece alleviarsi nelle mie poesie. Fortunatamente. Almeno quelle, ogni tanto, mi sembra di scriverle benino.

lunedì, luglio 03, 2006

Bologna

Ancora mi aspetta
la città fedele
e mi porge garbata
un saluto
di automobili, di fari,
di alberi cari
e di muri.

Conosce il mio cuore.

domenica, luglio 02, 2006

Conversazioni cybernetiche

Ieri ho imparato una cosa importante: la rete è una comunità. Bella scoperta direte. In effetti sono arrivato a capirlo più tardi di tutti, però l'ho capito. L'ho capito in relazione allo spazio del blog. L'avevo sempre interpretato come uno zibaldone del ventunesimo secolo, con la possibilità e la potenzialità di essere facilmente fruito da parte di altri. E poi questi ineffabili altri, oltre a sognarci, riderci, annoiarvici sopra, l'avrebbero arricchito con i propri commenti, pensieri, ecc. Sì, questo pensavo, anche se in pratica lo traducevo in una vetrina colorata dei miei pensieri e nei diversi siti di blog entravo, pubblicavo, uscivo. Come chi deve affiggere dei volantini all'università o dei cartelloni pubblicitari per le vie della città. Ieri invece ho temporeggiato sul sito di Splinder e sono incappato in una conversazione. Piacevole. Tale GrampassoRamingo mi ha scritto che aveva letto il mio blog e che gli era piaciuto. Allora, nonostante la mia terribile lentezza nel battere a computer e la discutibile sintonia che intercorre fra il sistema Macintosh e l'applicazione messaging di Splinder che ha reso il mio conversare più una ricomposizione di frammenti linguistici sparsi per lo schermo, ripercuotendosi su qualità e coerenza delle mie parole, si è riusciti comunque a scambiarsi pensieri. Pensieri vari fra i quali Bologna ha trovato il suo spazio. Città di entrambi. Io sono nato e cresciuto a Bologna. Strano per uno studente universitario. E per una sana e naturale voglia di cambiamento ho accarezzato l'idea di andare altrove. Questa affermazione mi ha fatto giustamente chiedere se non mi piacesse, Bologna. Io rispondo che sì, tutto sommato mi piace, Bologna. Anzi, qui mi correggo, sì, mi piace, Bologna. Nonostante le tante contraddizioni e nonostante sentimenti mai univoci inevitabilmente provati nei confronti di qualcosa con cui si ha avuto così tanto a che fare, Bologna mi piace. A riguardo avevo promesso una poesia. Sicuramente molto più chiara di tante altre parole. Leggete il mio prossimo post.