"Stai alla larga dal nitticorace."
"Cosa... il nitticorace?"
"Ma sì, il nitticorace, la nottola... una volta ne parlavano tutti, poi..."
"Poi cosa?"
"Poi ce ne siamo abituati. Ora non lo notiamo nemmeno più."
"Come è possibile?"
"Me lo sono chiesto per molto tempo, poi ho capito che è l'uomo stesso che diventa nitticorace, per questo non li distinguiamo."
"In che senso?"
"Nel senso che quando l'uomo smette di guardare il sole impallidisce, sbiadisce. E una volta ingrigito la luce gli viene sempre più a noia, tanto da fargli preferire la nebbia, la penombra e lì si crogiola fino a dissolvercisi dentro."
"Ah, proprio una brutta bestia il nitticorace."
"Bruttissima."
"Ma precisamente che tipo di bestia è?"
"Questo io non te lo posso dire, ma non fidarti di chi ti dice di saperlo, perché nessuno lo sa. Ho parlato con chi sosteneva di averne visti di grossi come montagne e chi era sicuro che fossero più piccoli delle pulci. Molti poi dicono che il nome sia sufficiente per capire quanto basta."
"E cioè? ...a me non dice molto."
"Dài, non è difficile intuirlo: nitticorace significa corvo della notte."
"Ah, adesso è tutto molto più chiaro."
"Lo credo, ma non pensare assolutamente che il nitticorace sia un uccello. Se corvo stia per indicarne la fisionomia o semplicemente la natura torbida, questo non te lo so dire; so per certo che non vola. Semmai svolazza, sbatte le ali, ma non si alza mai nel cielo, no, neanche di notte. Si muove sempre nascosto, coperto, offuscato dal suo stesso alone, anzi, le ali gli servono proprio per celarsi, per non essere visto e per non vedere la luce."
"E questi corvacci o qualsiasi altra cosa siano, non si riescono proprio a riconoscere?"
"Non so neanche questo. Credo che non sia facile, ma si possa riuscire."
"Come fai a dirlo?"
"Semplicemente perché una volta, da bambini, tutti li riconoscevamo. Non sapevamo però che anche loro erano uomini."
"Interessante. Da oggi ci starò attento. ...non hai altro da dirmi?"
"Sì, la cosa più importante... il fatto è che il nitticorace ti prende... A tutti prima o poi capita di passare nell'ombra, e allora, quando ancora non sono ricomparsi i raggi del sole, lui ti si avvicina di sghembo, ti affianca e fa di tutto per farti attardare. Senza mai guardarti in faccia ti esamina, magari, impacciati, riuscite anche a scambiare qualche parola, tu ti lasci affabulare e poi lo segui nella sua alcova di fumo. Tanto pensi che sia solo una sosta momentanea, un riposo, e invece eccoti lì per sempre, anche tu sei divenato un nitticorace."
"Oddio no. Io non lo diverterò mai."